
Dario, uno dei nostri esperti DevOps, ha utilizzato e sperimentato varie soluzioni di sviluppo con AI e oggi di sviluppo agentico. Dario ha voluto condividere con noi le sue prime impressioni sull’utilizzo di Antigravity.
Cos’è Antigravity in breve
Google Antigravity è la nuova piattaforma di sviluppo “agent-first” di Google: un IDE con assistenti AI autonomi che possono pianificare, eseguire e verificare task complessi di coding e non solo, lavorando tra editor, terminale e browser. È stata presentata come preview pubblica nel novembre 2025 e mostrata come strumento gratuito per uso individuale, con supporto a Windows, macOS e Linux.
A differenza di un normale copilota che completa codice, Antigravity punta a far lavorare agenti su attività più ampie, con una modalità Editor per il lavoro diretto e una Manager Surface per orchestrare più agenti in parallelo. Google la descrive come una piattaforma per alzare il livello di astrazione del lavoro: tu definisci l’obiettivo, l’agente gestisce molti dei compiti operativi.
Le prime impressioni su Antigravity
Ho seguito negli ultimi anni l’evoluzione dei LLM e degli agenti di intelligenza artificiale generativa. Personalmente, ritengo che questo sia il momento in cui i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questi strumenti siano davvero tangibili; e una volta provati… si fa fatica a tornare indietro.
In particolare, ho seguito con curiosità le varie fasi dell’assistenza allo sviluppo. Inizialmente era: *copia lo snippet, chiedi consiglio, ottieni lo snippet modificato, incollalo nel tuo IDE*. Poi è stata la volta degli agenti integrati nei repository per il controllo di versione, con il grande vantaggio di avere la visione totale di tutto il codice sorgente del tuo progetto. Gli dici cosa fare, loro producono, tu verifichi; se non sei soddisfatto, dai un colpetto per correggere la direzione, aspetti che finiscano… e riparti con una nuova (intera!) iterazione.
Ora siamo arrivati a un punto di svolta in cui la potenza di scrittura del codice è notevole. Ci sono strumenti come Antigravity di Google che ti permettono di interagire in real-time con uno o più agenti, i quali hanno la possibilità di lanciare comandi da terminale e modificare i file (sempre sotto la tua supervisione).
Abbiamo raggiunto un livello eccellente nello sviluppo di software agentico, e se lo provi, non tornerai più indietro!
La rivoluzione portata dall’IA sarà 10 volte più grande di quella industriale e forse 10 volte più veloce
Demis Hassabis, Google DeepMind (fonte Guardian)
E se la provi in prima persona, te ne rendi subito conto… ed è impossibile tornare al passato!
Uno dei grandi vantaggi di Antigravity è avere a disposizione, nell’interfaccia dell’IDE, un editor di testo affiancato a un flusso di azioni/caselle di input che rappresentano l’attività e i prompt degli agenti. Ma il vero punto di forza è l’interazione diretta tra queste due colonne: non appena inizi a inserire un prompt, l’elaborazione dell’agente genera 3 diversi risultati (prodotti anche in successione temporale) che appaiono nella finestra dell’editor.
Il Piano di Implementazione
Dopo il primo prompt, viene generato un piano di implementazione che puoi arricchire con le tue note. In alcuni casi, è l’agente stesso a porti delle vere e proprie domande su come procedere con la funzionalità richiesta. Una volta “aggiustato il tiro”, puoi far partire l’agente con l’implementazione effettiva: terrà conto dei tuoi commenti e delle tue risposte, aprirà i terminali, compilerà e raggiungerà l’obiettivo!
La lista dei task
Mentre l’IA macina processore e token, hai la visualizzazione in tempo reale di tutto ciò che sta facendo: thinking, approfondimenti ed esecuzione dei comandi nel terminale. Puoi persino configurare l’IDE affinché chieda il tuo permesso prima di ogni comando da terminale: utilissimo non solo per mantenere il controllo, ma anche per imparare cose nuove! Hai sempre la situazione sotto controllo. È impressionante, ad esempio, vedere come l’agente impieghi letteralmente QUALCHE SECONDO per leggere interi siti web o manuali di istruzioni su una libreria che gli hai indicato di usare… un’operazione che a noi (poveri umani) richiederebbe giorni!
In ogni istante, se noti qualcosa che non va (o se usa una libreria che ODI!), puoi intervenire scrivendolo nel prompt in basso, correggendo immediatamente il percorso di implementazione. E così, pian piano, le caselle della lista dei task verranno spuntate.
La guida passo-passo (walkthrough)
Al termine dell’implementazione di tutti i task e dopo la compilazione finale del tuo progetto, apparirà un breve riepilogo direttamente nella colonna dell’editor. Personalmente, chiedo spesso tramite prompt di salvare questo resoconto in un file README nella radice del progetto.
Alla fine di tutto, ti renderai conto di aver partecipato attivamente e in tempo reale a un processo di sviluppo a una velocità disarmante!
Un consiglio sulle Skill
Non dimenticare di chiedere al tuo assistente (tramite prompt, operazione facile e consigliata dagli sviluppatori di Antigravity) di creare uno o più file di skill. In questo modo puoi memorizzare caratteristiche specifiche del tuo processo di sviluppo da riutilizzare in progetti futuri (ad esempio: “per validare una firma digitale usa sempre le librerie open-source del DSS europeo”).
Con le skill puoi costruirti delle vere e proprie collezioni di “abilità” o pattern di risoluzione dei problemi pronti all’uso per il futuro (e che, tra l’altro, ti faranno risparmiare un sacco di token!).
Tutto ciò che ho scritto deriva dalla mia esperienza diretta sul campo. Sono solo una piccola parte delle mie opinioni totalmente soggettive e del mio entusiasmo riguardo all’utilizzo quotidiano che faccio di questo interessante strumento.
Dario Santamaria
